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December 23 Difficile proporvi una top ten per questo Natale che spero sarà per voi un buon Natale.Potrei essere conformista e, quindi, scegliere i brani più conosciuti. Così come potrei scegliere brani che non tutti conoscono, per avallare istanze anticonformiste. Potrei fare entrambe le cose, cercando di lanciare con ogni canzone un messaggio ben preciso. E, infatti, farò così. Questo Natale -come ogni Natale- porterà con sè attese, prospettive, ricordi, nostalgia, ma soprattutto -almeno dovrebbe- quel senso di unione, tranquillità, famiglia, calore. Tutto a trecentosessanta gradi: qualcosa di grandioso che rende questa festa la migliore di tutto l'anno. Per chi crede e chi non crede.Per i grandi e i piccini.Per i bianchi, i neri, i gialli, i rossi, i verdie i multicolore.Per i nostri parenti più carie per gli sconosciuti.Per tutti, proprio tutti.Il Natale è per tutti.Dopo questa introduzione, non posso fare a meno di proporvi la conosciutissima canzone di John Lennon, Happy Xmas (War is over)! Ragazzi, questa canzone è stupenda. Sarebbe fantastico se anche solo per un giorno accadesse tutto quello che John ha scritto e cantato. Vi lascio, oltre al video, qualche frase più bella...
And so this is Christmas
For weak and for strong
For rich and the poor ones
The road is so long
And so Happy Christmas
For black and for white
For yellow and red ones
Let's stop all the fight

Dopo questa mi viene in mente una canzone dei Beatles, Let It Be, che diede il titolo all'album omonimo, l'ultimo del gruppo, scioltosi ufficialmente nel 1970. Scritta per altri motivi -Paul rievocò la madre persa a soli quattordici anni- non può, in alcun modo, essere limitata a questa circostanza. "Let it be" è un titolo bellissimo: per tutti coloro che hanno perso la speranza, per tutti coloro che continuano a combattere per qualcosa, per tutti quelli che ci credono e non mollano mai. Per tutti quelli che hanno un ideale e combattono. La vita, soprattutto in questi casi, non è facile, ma -anche se sembra assurdo- è più bella. E non smette mai di sorprenderci. Buon Natale guerrieri!
There will be an answer, let it be.
For though they may be parted there is
Still a chance that they will see
There will be an answer, let it be.
Let it be, let it be. Yeah
There will be an answer, let it be.
Un testo classico, quello che segue: Last Christmas, degli Wham! che, avendo avuto un successo stratosferico anche gli anni successivi a quello di rilascio del titolo, decisero di devolvere i proventi ricavati dalla vendita del singolo in beneficienza, per combattere la carestia etiope di quegli anni ( 1984-1985). Il testo di questo brano mi è particolarmente caro: il Natale, essendo vicino alla fine dell'anno, è anche una occasione per darsi qualche altra possibilità, per cercare di ricominciare, sperando di farcela, dopo un anno di tormenti. E allora mi dedico un buon Natale!
Last Christmas I gave you my heart But the very next day you gave it away This year To save me from tears I'll give it to someone special Once bitten and twice shy I keep my distance But you still catch my eye Tell me baby Do you recognize me? Well It's been a year It doesn't surprise me (Happy Christmas) I wrapped it up and sent it With a note saying "I love you" I meant it Now I know what a fool I have been But if you kissed me now I know you'd fool me again
 Non è sempre facile ricominciare: si ha paura e, molto spesso, si finisce per non avere più fiducia di nessuno. La forza, però, bisogna trovarla, magari con le persone giuste. Qualcuno mi ricordava sempre di " guardare l'arcobaleno e non la pioggia". Beh... Si fa quel che si può... La canzone che vi ho voluto presentare in queste poche righe la conoscete già tutti: è di Loredana Bertè. Ne abbiamo parlato tempo fa: si tratta di Preghiera. Nella sua semplicità, è fantastica! Ascoltatela e mi darete sicuramente ragione...
Signore che il pianto dai
mettici un sorriso
dietro alle mie ciglia
pregare non prego mai
ma stanotte ho freddo
stanotte ho voglia
portati via malinconia
i canti della follia
l'ultimo treno pieno
fantasmi e bugie da dimenticare
Cancellerò con gli occhi suoi
quello che parla di noi
il buio della stanza
la paura che ho di ricominciare
E se vi parlo di ricominciare è perchè abbiamo bisogno di farlo, perchè abbiamo bisogno di crederci di nuovo. Me lo auguro e ve lo auguro. Vi auguro un " altro sole, quando viene sera". Quando il sole arriva, ragazzi, dobbiamo lasciarlo stare. Non c'è cosa più brutta che pensare alla notte trascorsa, ormai andata, quando c'è un sole nuovo, bello, caldo, splendido, pronto ad illuminare noi e la nostra vita, anche solo per un istante. Lasciamo che accada ragazzi, magari ascoltando questa canzone: Così celeste, di Zucchero. Bellissima!
Un altro sole, quando viene sera
Sta colorando l'anima mia
Potrebbe essere, di chi spera
Ma nel mio cuore è solo mia!
E mi fa piangere e sospirare
così celeste, she's my baby!
 Secondo voi, mi dimentico dei Queen? Ma anche no! Thank Gos It's Christmas è stata scritta da Brian May e Roger Taylor. Il successo non venne subito, ma qualche decennio dopo, nel 1999, quando uscì Greatest Hits III. Davvero molto carino e, poi, Freddie è magico. Buon Natale Freddie!
Oh my love we live
In troubled days
Oh my friend we have
The strangest ways
Oh my friends on this
One day of days
Thank God it's Christmas
Yes it's Christmas
Thank God it's Christmas
For one day
Per i più malinconici penso che questa canzone sia perfetta. E' una canzone alternativa, anche se il messaggio è chiaro. Stiamo parlando di Christmas (Baby Please Come Home), degli U2. Non a tutti piacerà questa scelta, però, sono sicuro che convincerà molti. Quei molti che aspettano... E ricordano... Auguri anche a voi!
They're singing "Deck The Halls"
But it's not like Christmas at all
Cuz I remember when you were here
And all the fun we had last year Ve ne ho sicuramente parlato in qualche altra occasione -forse nell'altro blog- ma non mi stancherò mai di continuare a farlo. La canzone che vi propongo è un altro must, qualcosa che non deve mancare. Il Natale è ricordo, è malinconia, ma è anche speranza. E' proprio questo ciò che vi auguro: un Natale pieno di colori, ricco di sfumature. Vi auguro di dipingere il mondo a vostro modo, senza dar troppo peso alle imposizioni degli altri. Quel mondo -questo mondo- è vostro e avete tutto il diritto, se non il dovere, di dargli i colori che volete. I vostri occhi dipingeranno, il vostro cuore fotograferà. Buon Natale di nuovo! Buon Natale! A voi True Colors di Cindy Lauper.
Show me a smile then,
Don't be unhappy, can't remember
When I last saw you laughing
If this world makes you crazy
And you've taken all you can bear
You call me up
Because you know I'll be there
Ritorno da John Lennon, per rubargli momentaneamente e fissare nell'eternità della rete -almeno fino a quando questo blog avrà vita- una canzone che tutti avrete sicuramente sentito: almeno una volta! E' Imagine. Anche questa stupenda. E' un inno alla pace. Non sto qui a farvi i soliti discorsetti: quelli li lascio a chicchessia. Lascio che questa canzone parli per me e, spero, per voi.
You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will be as one
Imagine all the people
Sharing all the world...
Permettetemi di concludere nel migliore dei modi, con una canzone che mi ero ripromesso di non postare, perchè non volevo, in alcun modo, che la religione influenzasse la mia scelta. Vi chiedo, però, di permettermelo, perchè, per me, è un onore dedicare questo piccolo spazio a Lui. Per molti di voi, sarà patetico -spero di no!- per me, invece, è fantastico e sono contento di scriverlo. Non potevo non proporre, a conclusione, Tu scendi dalle stelle. Non è una voce in particolare quella nel video. E' un coro: l'unione di voci che festeggia una grande nascita. Auguri Gesù!
Tu scendi dalle stelle o Re del cielo,
e vieni in una grotta al freddo e al gelo,
e vieni in una grotta al freddo e al gelo.
O Bambino mio divino, io ti vedo qui a tremar.
O Dio beato!
Ah! Quanto ti costò l'avermi amato.
Ah! Quanto ti costò l'avermi amato.
A te che sei del mondo il Creatore,
mancano i panni e il fuoco, o mio Signore.
Mancano i panni e il fuoco, o mio Signore.
Caro eletto pargoletto, quanta questa povertà
più mi innamora, giacchè ti fece amor povero ancora.
Giacchè ti fece amor povero ancora.
Tu lasci del tuo Padre il divin seno,
per venire a tremar su questo fieno;
per venire a tremar su questo fieno.
Caro eletto del mio petto, dove amor ti trasportò!
O Gesù mio, perchè tanto patir, per amor mio...
Buon Natale! "It's just love and music, nothing more"
December 17
Non era mio intento parlare di musica straniera in questo blog, ma, considerando che il Natale è alle porte e ascoltando la versione di Marco Carta di Imagine, noto pezzo di John Lennon, ho dovuto per forza cambiare idea. Il cantante sardo -vincitore di Amici e Sanremo 2009- ha augurato a tutti un buon Natale, ricordando un album che, nel 1971, ebbe un successo strepitoso: raggiunse, infatti, in pochissimo tempo, il primo posto nelle classifiche di vendita di molti paesi, tra cui il Regno Unito e gli Stati Uniti d'America. Gli omaggi ai grandi del passato ci sono sempre piaciuti. Certo, partendo dal presupposto che gli originali sono insuperabili, il paragone non può sussistere. D'altra parte, però, Marco, con quel timbro che da sempre lo distingue dal resto dei cantanti, ha fatto davvero un ottimo lavoro. Ai tempi, John Lennon disse che l'album, a differenza di quello precedente - John Lennon/Plastic Ono Band- fosse " ricoperto di cioccolato per il piacere del pubblico", riferendosi al fatto che abbondò nell'uso degli archi, aggiunti nelle ultime fasi di produzione, nel luglio del 1971. Il disco prende il nome dall'omonimo brano che è un toccante inno alla pace e all' uguaglianza.
Imagine there's no heaven It's easy if you try No hell below us Above us only sky Imagine all the people Living for today...
Imagine there's no countries
It isn't hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace...
You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will be as one
Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world...
You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will live as oneVi riporto in traduzione la parte più bella, sperando che ognuno di noi, me compreso, riesca a recepirne il messaggio. Puoi dire che sono un sognatore ma non sono il solo Spero che ti unirai anche tu un giorno e che il mondo diventi uno
"It's just love and music, nothing more"
December 11 Potevamo mai parlare del successo di Loredana, senza soffermarci su alcuni brani? Ma anche no! Ho scelto quelli che mi piacciono di più, senza tanti giri di parole. Sono quelli che restano, quelli che -più degli altri- vanno ricordati e interpretati, con la consapevolezza che " l'originale è unico, irripetibile". Sono quelli che, a mio avviso, rappresentano quel volto cupo, oscuro della cantante, quel volto sul quale da tempo ci stiamo soffermando. E non è l'unico, ovviamente! Il primo è il manifesto musicale del primo album di successo, Traslocando, che prende il nome dall'omonimo brano, contenuto nella tracklist. E' Non Sono Una Signora che -scritta da Ivano Fossati- mette a nudo la personalità della cantante, evidenziandone soprattutto il lato ribelle, quel passato che, nel bene o nel male, condiziona il presente. Significativo a questo proposito è: Non sono una signora, una con tutte stelle nella vita, non sono una signora, ma una per cui la guerra non è mai finita
Il brano fu proposto da Ivano Fossati, con tanto di delicatezza: Mimì preparò una mousse al cioccolato, da far assaggiare a Loredana, affinchè l'ascolto del brano -che contiene non poche parole forti- non provocasse reazioni improvvise. Per fortuna, la cantante prese bene la notizia, così bene che, nel 1982, trionfò al Festival Bar, assieme a Miguel Bosè che, all'epoca, propose Bravi Ragazzi. E non finisce qui: il brano arrivò terzo nella classifica dei singoli e trentaduesimo in quella annuale.
Curioso è dire che, durante la rassegna finale del Festival, Loredana indossò un vestito da sposa -l'abito fa parte dell'interpretazione!- e, a fine esibizione, inciampò. Una figuraccia evitata -come potete ben vedere dal video- con una battuta finale: " Non sono una signora, non sono abituata a portarli!". A voi, il brano.
La fretta del cuore
E' già una novità
Che dietro un giornale sta
Cambiando opinioni
E il male del giorno
E' pochi chilometri a sud
Del muio ritorno
Del mio buongiorno
Ma è un volo a planare
Dentro il peggiore Motel
Di questa "carretera"
Di questa vita-balera
E' un volo a planare
per essere inchiodati qui
crocefissi al muro
Ma come ricordarlo ora
Non sono una signora
Una con tutte stelle nella vita
Non sono una signora
Ma una per cui la guerra non è mai
Finita
Oh no, ho no...
Io che sono una foglia d'argento
Nata da un albero abbattuto qua
E che vorrebbe inseguire il vento
Ma che non ce la fa
Oh ma che brutta fatica
Cadere qualche metro in là
Dalla mia sventura
Dalla mia paura
E' un volo a planare
Per esser ricordati qui
Per non saper volare
Ma come ricordarlo ora...
Non sono una signora
Una con tutte stelle nella vita
Non sono una signora
Ma una per cui la guerra
Non è mai finita
Non sono una signora
Una con troppi segni nella vita
Oh no, oh no...
Non sono una signora
Il secondo che voglio proporvi fa parte della raccolta Lorinedita, realizzata dalla casa discografica CGD, che la cantante si affrettava ad abbandonare per la CGS. Senza il suo consenso, la vecchia casa decise di pubblicare alcuni brani che, in precedenza, pur essendo stati incisi, non furono mai pubblicati. Indipendentemente dal retroscena, l'album -anche se non alla pari di Traslocando- contiene brani di tutto rispetto: lo stesso Io no, riproposto da Anna Oxa, con una stupenda interpretazione. Il più bello, però, resta senz'altro Preghiera: che tenera la protagonista di questa canzone! E, anche in questo caso, c'è un (bel) po' di Bertè: la speranza che qualcosa possa cambiare, che ritorni la primavera, che il Signore intervenga affinchè quella "stanza buia" si illumì, permettendo così a Loredana di ricominciare. E' un testo che non necessita di spiegazioni: è immediato, così come è immediata -e sublime!- l'interpretazione della cantante. A voi, il brano.
Signore che il vento dai
muovi qualche foglia
spingi quella vela
l'amore non basta mai
e fa che un'altra volta torni primavera
Signore che il pianto dai
mettici un sorriso
dietro alle mie ciglia
pregare non prego mai
ma stanotte ho freddo
stanotte ho voglia
portati via malinconia
i canti della follia
l'ultimo treno pieno
fantasmi e bugie da dimenticare
Cancellerò con gli occhi suoi
quello che parla di noi
il buio della stanza
la paura che ho di ricominciare
Signore che il tempo dai
spingi via i minuti
che mi fanno male
il sole non viene mai
digli che lo aspetto
digli di passare
Portati via malinconia
i canti della follia
l'ultimo treno pieno
fantasmi e bugie da dimenticare
Cancellerò con gli occhi suoi
quello che parla di noi
il buio della stanza
la paura che ho di ricominciare
Una canzone più bella per questo Natale -permettetemi questa riflessione- non riesco a trovarla. E' speciale. A presto con Il Mare D'Inverno. "It's just love and music, nothing more"
December 10
Sulle note di Preghiera, interpretata da Loredana Bertè in modo sublime, mi accingo a parlare del suo successo. Un successo strepitoso che arrivò con il long playing, Traslocando, prima e con Il Mare D'Inverno poi. Uno tra gli ultimi lavori targati CGD assieme a quello successivo Lorinedita, Traslocando ha fatto registrare degli aumenti smisurati in termini di vendita: da circa 50, sono state circa 200mila le copie vendute. Le vendite hanno confermato l'opinione positiva della critica che non ha avuto nulla da dire sugli undici testi di questo fantastico album. Oltre a Traslocando -che si muove sullo sfondo di un trasloco effettivo- non vanno dimenticati tutti gli altri pezzi, Non sono una signora, in particolare: le collaborazioni con Ivano Fossati hanno sempre prodotto dei risultati stratosferici. Questo album ne è l'esatta dimostrazione. Registrato negli USA, Traslocando vanta anche la partecipazione di Mimì come corista. E che corista! Per I Tuoi occhi, Stare Fuori, Madre Metropoli, I Ragazzi Di Qui, Stella Di Carta, Notte Che Verrà, J'adore Venice, Una, Radio sono gli altri pezzi dell'album. Inutile dire che ognuno, con la propria presenza, scandisce l'album traccia dopo traccia. Fantastiche le parole di Stefano Bonagura sul prodotto. "Traslocando
è un avvenimento del rock in Italia. Un disco interessante di una
cantante che ha deciso di lavorare sodo e di arrivare in alto. Anche la
tournée, una serata dopo l'altra, è stata una conferma. Un pugno di
musicisti geniali, una dozzina di canzoni azzeccate, Ivano Fossati che
segue ogni cosa pieno di zelo. E durante le prove, qualche volta accade
un miracolo, quando Loredana e Aida Cooper, la corista, in un teatro tenda di provincia, intonano una versione di Chain of Fools quasi a cappella. Loredana, con la BandaBertè, ha traslocato nel rock"
Temi di grande spessore e, talvolta, comuni ai successi precedenti emergono in questo capolavoro: Stare Fuori e Madre Metropoli, per esempio, riprendono -con quella voce "maledetta"- il tema della solitudine; Per I Tuoi Occhi, invece, parla di un amore per il quale la cantante è disposta a fare di tutto, persino ad uccidere (" Per i tuoi occhi cambia la luna, per i tuoi occhi sono assassina, per i tuoi occhi canto stasera"); Stella Di Carta richiama -anche solo a livello musicale- il manifesto dell'album, più conosciuto, Non Sono Una Signora; incertezza del presente, paura del domani, malinconia, solitudine, tristezza, ribellione, tutti elementi che contraddistinguono le restanti tracce.
E' un album da non perdere questo: regala ad ognuno di noi un po' di Bertè, un po' di quel mondo che, ancora oggi, molti non capiscono e condannano, senza sapere. Fantastica la chiusura: i temi precedenti lasciano spazio a Una, scritto da Renato Zero, per ironizzare sulla cantante e sul mondo discografico: non bisogna prendersi troppo sul serio, insomma. Ulteriori approfondimenti su questo album li vedremo in seguito, assieme ad uno tra i brani più belli, più intensi, più ricordati e, da sempre, acclamati di Loredana: Il Mare D'Inverno, scritto da Enrico Ruggieri. Il brano arriva dopo Lorinedita e sarà inserito nel nono album della cantante, Jazz. Per la seconda volta, c'è lo zampino di Ivano Fossati. L'album è realizzato tra Londra e New York e vanta l'apporto di grandissimi artisti americani di quel tempo: Yogi Horton, Tinker Barfield, Harry Withaker, Doc Powell. L'incontro con il musicista brasiliano più amato del momento, Djavan, sarà determinato proprio dal successo dell'album che anticipa quello incentrato sul noto artista. Di Carioca, però, parleremo in un secondo momento, quando affronteremo la seconda fase del successo di Loredana che, intanto, riesce ad esibirsi a Madison Square Garden e e al Ritz, un club del Greenwich Village a New York.
Un matrimonio durato pochissimo tempo -con roberto Berger, ricco erede di una famiglia svizzera- ed un altro album- Savoir Faire, prodotto da Ivano Fossati, contenente Petala, un secondo brano in omaggio di Djavan- seguono ai grandi consensi ottenuti con Lorinedita. Eppure, oggi, si ha il barbaro coraggio di rinnegare una artista del calibro della Bertè. Eppure, oggi, la considerano una pazza, una scimmia urlatrice, una depressa tossico-dipendente. Eppure, ancora oggi, l'ignoranza regna sovrana."It's just love and music, nothing more"
December 05 E' un onore, per me, lasciare traccia di questa canzone nel mio blog. I classici della musica non muoiono mai: puoi scaraventare contro di loro uno qualsiasi dei nuovi prodotti, mediatici e non. Loro, però, resistono, perchè sono unici. Sono pilastri, fondamenta. Tutto il resto è noia, tanto per citare Califano. Sono stati Loredana Errore e Matteo Macchioni -due grandi cantanti di Amici 2009- a ricordarmi la delicatezza di un brano scritto da un bravissimo cantautore, Lucio Dalla. Impossibile pensare a Lucio, senza ricordare Caruso, che ha venduto ben nove milioni di copie in tutto il mondo. Altrettanto impossibile non dare onore al merito a questi due talenti che, in un programma popolare come quello della De Filippi, hanno portato a termine una esibizione che a me, personalmente, ha colpito. Quella Loredana è un mostro -una aggiustatina ai capelli gliela darei!- e quel Matteo è bravissimo. Inutile negarlo. Bravi, bravi, bravi e ancora bravi!Di interpretazioni -superiori ovviamente- ne abbiamo avute e sono state, ognuna a loro modo, uniche. Mai hanno eguagliato l'originale. Questo è ovvio, però: Lucio Dalla è stato autore, ha sentito e, indirettamente vissuto una storia che, poi, ha raccontato in Caruso. E' stato proprio lui a parlare del motivo ispiratore del testo: dopo un guasto alla sua imbarcazione, dovette fare soggiorno in un albergo di Napoli, dove era morto qualche anno prima un tenore, Enrico Caruso. I proprietari dell'albergo gli raccontarono dei suoi ultimi giorni di vita e del legame che nacque tra lui e una ragazza, che prese lezioni di canto da lui. Di qui, nacque tutta la storia. Una storia intensa, forte, dove ogni parola ha un peso, un significato denso, forte. Ogni parola è insostituibile.  Vi lascio il testo e il video del duetto, tratto dalla puntata di Amici 2009 di oggi 5 Dicembre. Qui dove il mare luccica
e tira forte il vento
su una vecchia terrazza davanti al golfo di Sorrento
un uomo abbraccia una ragazza
dopo che aveva pianto
poi si schiarisce la voce e ricomincia il canto
Te voglio bene assai
ma tanto tanto bene sai
e' una catena ormai
che scioglie il sangue dint' e' vene sai
Vide le luci in mezzo al mare
pensò alle notti la in America
ma erano solo le lampare
e la bianca scia di un'elica
sentì il dolore nella musica
si alzò dal Pianoforte
ma quando vide la luna uscire da una nuvola
gli sembrò più dolce anche la morte
Guardò negli occhi la ragazza
quegli occhi verdi come il mare
poi all'improvviso uscì una lacrima
e lui credette di affogare
Te voglio bene assai
ma tanto tanto bene sai
e' una catena ormai
e scioglie il sangue dint'e vene sai
Potenza della lirica
dove ogni dramma e' un falso
che con un po' di trucco e con la mimica
puoi diventare un altro
Ma due occhi che ti guardano
così vicini e veri
ti fanno scordare le parole
confondono i pensieri.
Così diventò tutto piccolo
anche le notti la in America
ti volti e vedi la tua vita
come la scia di un'elica
Ah si, e' la vita che finisce
ma lui non ci pensò poi tanto
anzi si sentiva felice
e ricominciò il suo canto
Te voglio bene assai
ma tanto tanto bene sai
e' una catena ormai
che scioglie il sangue dint'e vene sai
"It's just love and music, nothing more"
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